La psoriasi a placche è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata che colpisce la cute. La sua natura recidivante e multisistemica la rende una delle condizioni dermatologiche a più alto impatto sulla qualità di vita dei pazienti. In Italia, le stime epidemiologiche indicano che la prevalenza della psoriasi nella popolazione generale varia tra circa 1,8% e 4,8%, con un’incidenza stimata tra 107,742 e 230,62 nuovi casi per 100 000 persone/anno. [1] La psoriasi a placche può interessare diverse aree corporee ma il semplice calcolo dell’estensione cutanea non sempre riflette l’impatto complessivo della malattia. In particolare, il coinvolgimento di determinate sedi anatomiche quali cuoio capelluto, volto, regione genitale, superfici palmo-plantari, unghie e aree intertriginose determina un burden clinico e funzionale spesso sproporzionato rispetto alla superficie cutanea complessivamente interessata. Tali aree difficili sono caratterizzate da sintomi intensi, scarsa risposta alle terapie topiche classiche, e un forte impatto sulla qualità di vita, sull’immagine corporea e sulle attività quotidiane del paziente. Dal punto di vista epidemiologico, le localizzazioni difficili sono estremamente frequenti nei pazienti con psoriasi: il coinvolgimento ungueale è stimato nel 23–27% dei casi, quello del volto fino al 49%, delle superfici palmo-plantari nel 12–16% e delle aree intertriginose fino al 36%. [2] Nonostante il riconoscimento crescente dell’importanza delle aree ad alto impatto, la gestione di queste sedi rimane una sfida clinica. In questo contesto, le terapie sistemiche mirate hanno ampliato le possibilità terapeutiche, offrendo nuove opportunità di controllo della malattia anche in pazienti con coinvolgimento di sedi difficili. Fra queste, deucravacitinib, inibitore orale selettivo della tirosin-chinasi 2 (TYK2), approvato per il trattamento della psoriasi a placche moderata-severa, ha dimostrato un potenziale beneficio anche nelle aree ad alto impatto come il cuoio capelluto. [3,4] Tuttavia, i dati di pratica clinica reale nel contesto italiano sono ancora limitati e la presente raccolta di tre casi clinici italiani mira a integrare le evidenze sperimentali con dati real-world descrittivi, favorendo una migliore comprensione e gestione terapeutica della psoriasi a placche moderata-severa.