Ricerca Nostre Pubblicazioni

Clinical point
Content Symposium Series
Advances in health management
Expert Series
Real Life Experiences in Onco-Hematology
Quick Review

Regorafenib e mCRC: esperienze cliniche e prospettive dalla pratica quotidiana Vol 2

Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 16, N. 9, 2026 N° fascicolo Anno 16, N. 9, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.9

Il ruolo di loncastuximab tesirine nel DLBCL recidivato/refrattario: evidenze dalla real-life

Testata in Haematology Referenza Expert Series Anno 16, N. 8, 2026 N° fascicolo Anno 16, N. 8, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.8

Regorafenib e mCRC: esperienze cliniche e prospettive dalla pratica quotidiana

Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 16, N. 6, 2026 N° fascicolo Anno 16 N. 6 2026 DOI 10.57575/expser.2026.6

Esperienze cliniche con ublituximab nella sclerosi multipla- 2° volume

Testata in Multiple Sclerosis Referenza Expert Series Anno 16, N. 5, 2026 N° fascicolo Anno 16 N. 5, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.5

Challenging Cases in Metastatic Renal Cell Carcinoma

Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 16, N. 7, 2026 N° fascicolo Anno 16, N. 7, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.07

ESPERIENZE CLINICHE CON UBLITUXIMAB NELLA SCLEROSI MULTIPLA

Testata in Multiple Sclerosis Referenza Expert Series Anno 16, N. 2, 2026 N° fascicolo Anno 16, N. 2, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.2

Efficacia, sopravvivenza a lungo termine e qualità di vita della combinazione nivolumab-ipilimumab in un paziente con neoplasia squamosa del polmone a basso carico di malattia e PD-L1 TPS del 30%

Testata in Oncology Referenza Anno 16, n.4 del 2026 N° fascicolo n.4 DOI 10.57575/expser.2026.4

Il trattamento della psoriasi a placche moderata-severa

Testata in Dermatology Referenza Anno 16, n.1 del 2026 N° fascicolo n.1 DOI 10.57575/expser.2026.01

Il trattamento della psoriasi a placche moderata-severa

La psoriasi a placche è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata che colpisce la cute. La sua natura recidivante e multisistemica la rende una delle condizioni dermatologiche a più alto impatto sulla qualità di vita dei pazienti. In Italia, le stime epidemiologiche indicano che la prevalenza della psoriasi nella popolazione generale varia tra circa 1,8% e 4,8%, con un’incidenza stimata tra 107,742 e 230,62 nuovi casi per 100 000 persone/anno. [1] La psoriasi a placche può interessare diverse aree corporee ma il semplice calcolo dell’estensione cutanea non sempre riflette l’impatto complessivo della malattia. In particolare, il coinvolgimento di determinate sedi anatomiche quali cuoio capelluto, volto, regione genitale, superfici palmo-plantari, unghie e aree intertriginose determina un burden clinico e funzionale spesso sproporzionato rispetto alla superficie cutanea complessivamente interessata. Tali aree difficili sono caratterizzate da sintomi intensi, scarsa risposta alle terapie topiche classiche, e un forte impatto sulla qualità di vita, sull’immagine corporea e sulle attività quotidiane del paziente. Dal punto di vista epidemiologico, le localizzazioni difficili sono estremamente frequenti nei pazienti con psoriasi: il coinvolgimento ungueale è stimato nel 23–27% dei casi, quello del volto fino al 49%, delle superfici palmo-plantari nel 12–16% e delle aree intertriginose fino al 36%. [2] Nonostante il riconoscimento crescente dell’importanza delle aree ad alto impatto, la gestione di queste sedi rimane una sfida clinica. In questo contesto, le terapie sistemiche mirate hanno ampliato le possibilità terapeutiche, offrendo nuove opportunità di controllo della malattia anche in pazienti con coinvolgimento di sedi difficili. Fra queste, deucravacitinib, inibitore orale selettivo della tirosin-chinasi 2 (TYK2), approvato per il trattamento della psoriasi a placche moderata-severa, ha dimostrato un potenziale beneficio anche nelle aree ad alto impatto come il cuoio capelluto. [3,4] Tuttavia, i dati di pratica clinica reale nel contesto italiano sono ancora limitati e la presente raccolta di tre casi clinici italiani mira a integrare le evidenze sperimentali con dati real-world descrittivi, favorendo una migliore comprensione e gestione terapeutica della psoriasi a placche moderata-severa.

Strategie terapeutiche e gestione clinica dei tumori dell’alto tratto gastrointestinale: focus sui tumori HER2- negativi

Testata in Oncology Referenza Anno 16, n.3 del 2026 N° fascicolo n.3 DOI 10.57575/expser.2026.03

Strategie terapeutiche e gestione clinica dei tumori dell’alto tratto gastrointestinale: focus sui tumori HER2- negativi

Negli ultimi anni, l’immunoterapia è emersa come un’opzione terapeutica importante in diversi tumori gastrointestinali (GI). Gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI), in particolare quelli diretti contro il recettore programmed death-1 (PD-1) e il ligando di programmed death-1 (PD-L1) hanno prodotto benefici clinici significativi in numerose neoplasie solide [7]. Inoltre, molteplici studi clinici randomizzati di fase 2 e fase 3 hanno confermato l’efficacia degli ICI nei tumori GI, soprattutto quando è presente un’elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) e/o un’elevata espressione di PD-L1 [7]. La rapida evoluzione delle conoscenze biologiche dei tumori gastrici e dell’adenocarcinoma esofageo, la conseguente introduzione di nuove opportunità di cura e le ricadute favorevoli in termini di miglioramento delle aspettative di vita si traducono nella crescente esigenza di efficientamento delle procedure di caratterizzazione bio-molecolare di questi tumori. Nivolumab, pembrolizumab, tislelizumab e zolbetuximab si inseriscono infatti in un panorama terapeutico in trasformazione, guidato da nuove opportunità e da criteri di selezione sempre meglio definiti.

NEFRITE LUPICA. Nuove prospettive di cura

Testata Expert Series Referenza Expert Series Anno 15, N. 13, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 13, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.13

Terapia di deprivazione androgenica associata a radioterapia stereotassica corporea in pazienti con tumore alla prostata metacrono, oligoricorrente e sensibile agli ormoni: risultati e implicazioni dello studio RADIOSA

Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 15, N. 11, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 11, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.11

Trattamento di prima linea nell’RCC metastatico: evidenze cliniche sull’impiego di nivolumab e ipilimumab

Testata in Oncology Referenza Anno 15, N.7, 2025 N° fascicolo 7 DOI 10.57575/expser.2025.07

Trattamento di prima linea nell’RCC metastatico: evidenze cliniche sull’impiego di nivolumab e ipilimumab

In questa raccolta, si presentano tre casi clinici di pazienti con carcinoma renale metastatico trattati con la combinazione nivolumab + ipilimumab. Nel primo caso, si sottolinea l’importanza della gestione multidisciplinare della malattia renale cronica; nel secondo caso, si descrive la necessità del mantenimento con nivolumab per garantire una risposta profonda e persistente; nel terzo caso, si utilizza la combinazione di nivolumab + ipilimumab in una paziente con recidiva peritoneale nel contesto di una malattia con istologia sarcomatoide.

per la lettura completa dell'articolo inviare una richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cenobamato nelle epilessie focali: risposta terapeutica a lungo termine

Testata in Neurology Referenza Expert Series Anno 15, N. 9, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 9, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.09

Cenobamato nelle epilessie focali: risposta terapeutica a lungo termine


Il profilo di efficacia e di sicurezza di un farmaco anticrisi (Anti-Seizure Medication, ASM) viene valutato nel corso del suo sviluppo clinico mediante studi randomizzati e controllati con placebo (Randomised Controlled Trials, RCTs). Tali RCTs hanno comprensibilmente una durata limitata ad alcune settimane, anche in considerazione degli aspetti etici relativi alla somministrazione di placebo nei pazienti. Se si considera che l’epilessia è una patologia cronica, diventa di conseguenza importante valutare la risposta terapeutica, in termini di efficacia e tollerabilità, a lungo termine, privilegiando in questo setting il profilo di sicurezza dell’ASM. Una buona misura di risposta a lungo termine è rappresentata negli studi di real-life dalla cosiddetta retention rate di un ASM: il tasso di ritenzione a lungo termine è infatti considerato come un marker combinato di tollerabilità, efficacia e aderenza terapeutica. Considerando che cenobamato (CNB) è un ASM di recente introduzione nell’armamentario terapeutico dell’epilessia, è fondamentale analizzare le evidenze disponibili sulla sua risposta terapeutica a lungo termine nelle Persone con Epilessia (PcE) adulte con crisi focali non controllate, indicazione per la quale il farmaco ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio.

Attività ed efficacia del trattamento chemio-immunoterapico in paziente con tumore del polmone non a piccole cellule ad alto carico di malattia e PD-L1 <1%

Testata in Oncology Referenza anno 15 n. 12, 2025 N° fascicolo 12 DOI 10.57575/expser.2025.12

Attività ed efficacia del trattamento chemio-immunoterapico in paziente con tumore del polmone non a piccole cellule ad alto carico di malattia e PD-L1 <1%

Caso clinico relativo a un soggetto affetto da adenocarcinoma polmonare metastatico, con livelli di espressione di PD-L1 5%, trattato secondo lo schema previsto dal protocollo CheckMate 9LA.

per la lettura completa dell'articolo inviare una richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

CENOBAMATO IN EARLY ADD-ON NELLE EPILESSIE FOCALI: EVIDENZE E PRATICA CLINICA A CONFRONTO

Testata in Neurology Referenza Expert Series Anno 15, N. 8, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 8, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.08

CENOBAMATO IN EARLY ADD-ON NELLE EPILESSIE FOCALI: EVIDENZE E PRATICA CLINICA A CONFRONTO


I farmaci per il controllo delle crisi epilettiche (Anti-Seizure Medications, ASMs), scelti in maniera appropriata, ed utilizzati in modo adeguato, sulla base delle caratteristiche del paziente e del tipo di epilessia, costituiscono i cardini terapeutici indicati dall’ILAE per minimizzare il rischio di farmacoresistenza. La risposta terapeutica che ne consegue è caratterizzata da un controllo completo e/o soddisfacente della frequenza delle crisi nella maggior parte delle Persone con Epilessia (PcE) a seguito del primo e del secondo tentativo, rispettivamente circa del 50% e del 15%.

CENOBAMATO E LIBERTÀ DALLE CRISI IN PcE ADULTE CON CRISI FOCALI CON O SENZA SECONDARIA GENERALIZZAZIONE

Testata in Neurology Referenza Expert Series Anno 15, N. 6, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 6 2025 DOI 10.57575/expser.2025.06

CENOBAMATO E LIBERTÀ DALLE CRISI IN PcE ADULTE CON CRISI FOCALI CON O SENZA SECONDARIA GENERALIZZAZIONE


Il raggiungimento e il mantenimento della libertà dalle crisi costituisce l’obiettivo principale nella gestione dell’epilessia. Per massimizzare la risposta terapeutica e ridurre il rischio di farmacoresistenza, è fondamentale una scelta appropriata e tempestiva dei farmaci anticrisi, in accordo con le raccomandazioni ILAE. L’efficacia di cenobamato, dimostrata in numerosi studi clinici anche in confronto ad altri ASMs, rappresenta un solido razionale per il suo impiego in early add-on, con una posologia modulabile all’interno dell’intervallo raccomandato.

CENOBAMATO E FUNZIONI COGNITIVE: UNA REVISIONE CRITICA DELLE EVIDENZE DISPONIBILI NEGLI ADULTI CON EPILESSIA FOCALE

Testata in Neurology Referenza Expert Series Anno 15, N. 5, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 5, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.05

CENOBAMATO E FUNZIONI COGNITIVE: UNA REVISIONE CRITICA DELLE EVIDENZE DISPONIBILI NEGLI ADULTI CON EPILESSIA FOCALE


Le valutazioni delle funzioni cognitive nelle persone con epilessia sono attuate sempre più di frequente per monitorare l’evoluzione della patologia, le comorbidità associate, e gli effetti della farmacoterapia delle crisi.27 Considerando l’impatto negativo che gli effetti collaterali cognitivi possono avere sulla vita delle persone con epilessia, con riverberi sulla performance scolastica e lavorativa, sulle attività quotidiane, e sulla QoL in generale, nella impostazione della terapia è importante considerare anche l’impatto cognitivo dei diversi ASMs. È noto che le funzioni cognitive sono deteriorate dal carico farmacologico di più ASMs addizionali in regime di politerapia.10 Tuttavia le evidenze attualmente disponibili relative a CNB, ed in particolare l’assenza di effetti negativi sulla performance cognitiva dei pazienti, sono particolarmente rassicuranti.

Ruolo dell'ormone luteinizzante nella stimolazione ovarica controllata: evidenze da una casistica clinica e due casi emblematici in pazienti con elevato rapporto FSH/LH

Testata in Reproductive Medicine Referenza Expert Series Anno 15, N. 3, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 3, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.03

Supplementazione di calcio citrato e vitamina D nei soggetti a rischio fratture: implicazioni pratiche

Testata in Endocrinology Referenza Expert Series Anno 15, N. 10, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 10, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.10

Supplementazione di calcio citrato e vitamina D nei soggetti a rischio fratture: implicazioni pratiche

Il rischio di fratture rappresenta una delle principali problematiche di salute pubblica nei Paesi occidentali, con una prevalenza in costante aumento in relazione all’invecchiamento della popolazione. In Italia, le fratture da fragilità associate all’osteoporosi incidono in maniera significativa sulla qualità di vita dei pazienti, sulla mortalità e sui costi sanitari diretti e indiretti. L’intervento preventivo e terapeutico precoce è fondamentale per ridurre l’incidenza delle fratture e rallentare la progressione della malattia. Numerose linee guida nazionali e internazionali sottolineano l’importanza della supplementazione di calcio e vitamina D nei soggetti a rischio, soprattutto in popolazioni come le donne in post-menopausa, gli over 65, i soggetti con diagnosi di osteoporosi e quelli in terapia con farmaci anti riassorbitivi, come i bifosfonati. La supplementazione deve essere guidata sempre dai livelli di calcio e di vitamina D e associata all’assunzione nella dieta. In questo contesto, il calcio citrato si distingue rispetto ad altre formulazioni di calcio per migliore biodisponibilità, tollerabilità gastrica e assorbimento indipendente dal pH gastrico. Anche la vitamina D svolge un ruolo cruciale nel mantenimento della salute scheletrica, favorendo l’assorbimento del calcio e del fosforo e modulando il metabolismo osseo. La letteratura scientifica evidenzia come la supplementazione combinata di calcio e vitamina D sia più efficace nel ridurre il rischio di fratture rispetto alla somministrazione dei singoli nutrienti. Tale strategia risulta particolarmente rilevante nei soggetti anziani, fragili o istituzionalizzati, in cui il rischio di carenze nutrizionali è maggiore. Alla luce di queste considerazioni, la presente proposta mira a fornire una sintesi pratica e basata sull’evidenza delle attuali raccomandazioni in tema di supplementazione di calcio citrato e vitamina D, con un’attenzione particolare alle categorie di soggetti più a rischio e alle implicazioni terapeutiche. L’obiettivo è favorire una gestione clinica più mirata, efficace, guidata verso un corretto dosaggio della supplementazione, e personalizzata della salute ossea.

New treatment options for advanced endometrial carcinoma

Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 15, N. 4, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 4, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.04