Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 16, N. 9, 2026 N° fascicolo Anno 16, N. 9, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.9
Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 16, N. 6, 2026 N° fascicolo Anno 16 N. 6 2026 DOI 10.57575/expser.2026.6
Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 16, N. 7, 2026 N° fascicolo Anno 16, N. 7, 2026 DOI 10.57575/expser.2026.07
Testata in Oncology Referenza Anno 16, n.4 del 2026 N° fascicolo n.4 DOI 10.57575/expser.2026.4
Testata in Oncology Referenza Anno 16, n.3 del 2026 N° fascicolo n.3 DOI 10.57575/expser.2026.03
Negli ultimi anni, l’immunoterapia è emersa come un’opzione terapeutica importante in diversi tumori gastrointestinali (GI). Gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI), in particolare quelli diretti contro il recettore programmed death-1 (PD-1) e il ligando di programmed death-1 (PD-L1) hanno prodotto benefici clinici significativi in numerose neoplasie solide [7]. Inoltre, molteplici studi clinici randomizzati di fase 2 e fase 3 hanno confermato l’efficacia degli ICI nei tumori GI, soprattutto quando è presente un’elevata instabilità dei microsatelliti (MSI-H) e/o un’elevata espressione di PD-L1 [7]. La rapida evoluzione delle conoscenze biologiche dei tumori gastrici e dell’adenocarcinoma esofageo, la conseguente introduzione di nuove opportunità di cura e le ricadute favorevoli in termini di miglioramento delle aspettative di vita si traducono nella crescente esigenza di efficientamento delle procedure di caratterizzazione bio-molecolare di questi tumori. Nivolumab, pembrolizumab, tislelizumab e zolbetuximab si inseriscono infatti in un panorama terapeutico in trasformazione, guidato da nuove opportunità e da criteri di selezione sempre meglio definiti.
Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 15, N. 11, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 11, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.11
Testata in Oncology Referenza Anno 15, N.7, 2025 N° fascicolo 7 DOI 10.57575/expser.2025.07
In questa raccolta, si presentano tre casi clinici di pazienti con carcinoma renale metastatico trattati con la combinazione nivolumab + ipilimumab. Nel primo caso, si sottolinea l’importanza della gestione multidisciplinare della malattia renale cronica; nel secondo caso, si descrive la necessità del mantenimento con nivolumab per garantire una risposta profonda e persistente; nel terzo caso, si utilizza la combinazione di nivolumab + ipilimumab in una paziente con recidiva peritoneale nel contesto di una malattia con istologia sarcomatoide. per la lettura completa dell'articolo inviare una richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Testata in Oncology Referenza anno 15 n. 12, 2025 N° fascicolo 12 DOI 10.57575/expser.2025.12
Caso clinico relativo a un soggetto affetto da adenocarcinoma polmonare metastatico, con livelli di espressione di PD-L1 5%, trattato secondo lo schema previsto dal protocollo CheckMate 9LA. per la lettura completa dell'articolo inviare una richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Testata in Oncology Referenza Expert Series Anno 15, N. 4, 2025 N° fascicolo Anno 15, N. 4, 2025 DOI 10.57575/expser.2025.04
Testata in Oncology Referenza Anno 14, N.2, 2024 N° fascicolo 2 DOI 10.57575/expser.2024.02
La strategia terapeutica nei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato è profondamente cambiata negli ultimi anni: sono emerse, infatti, sostanziali novità sia dal punto di vista diagnostico, in quanto la caratterizzazione molecolare è diventata una tappa essenziale per la definizione della miglior terapia per ciascun paziente, sia dal punto di vista terapeutico, dove i farmaci a bersaglio molecolare e l’immunoterapia hanno rivoluzionato il trattamento di questa patologia In assenza di studi di confronto diretto tra gli schemi terapeutici, la scelta della strategia di prima linea si basa principalmente sulle condizioni del paziente al basale, sull’istologia del tumore e sui livelli di espressione di PD-L1. In questa breve raccolta, si propongono tre casi clinici che rivolgono l’attenzione sia agli attuali unmet needs, come il trattamento del paziente PD-L1 negativo e istotipo squamoso, sia alla possibilità di gestire il trattamento immunoterapico anche in presenza di comorbilità. per leggere il testo completo inviare una richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Testata in Oncology Referenza Anno 13, N. 10, 2023 N° fascicolo 10 DOI 10.57575/expser.2023.10
Gli studi clinici che hanno permesso la registrazione dei regimi immunoterapici in combinazione con la chemioterapia hanno incluso pazienti con caratteristiche istologiche (squamoso e non-squamoso) e livelli di espressione di PD-1 e PD-L1 differenti, favorendo così la disponibilità in pratica clinica di un’ampia gamma di opzioni terapeutiche [2]. Di seguito si propone un caso clinico che descrive l’efficacia del trattamento immunoterapico con anti-CTLA4 e anti-PD-1 in combinazione con la chemioterapia in un paziente con NSCLC. Per richiedere il full test scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.