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Ormone della crescita e disturbi del sonno

Testata Expert Series Referenza Expert Series Anno 10 n. 4, 2020 N° fascicolo Anno 10 n. 4, 2020 DOI /

Prevenzione degli episodi ricorrenti di depressione con venlafaxina per 2 anni: risultati relativi al secondo anno e alle due fasi complessive di mantenimento dello studio PREVENT (Prevention of Recurrent Episodes of Depression with Venlafaxine for Two Ye

Testata Clinical Point Referenza Clinical Point Anno 8, N1, 2021 N° fascicolo Anno 8, N.1, 2021 DOI /

Progetto “Psoriasis local experience” Fra territorio e centro ospedaliero: confronto e partecipazione nei percorsi di cura del paziente con psoriasi

Testata Expert Series Referenza Expert Series Anno 10 n. 1, 2020 N° fascicolo Anno 10 n. 1, 2020 DOI /

Quali vantaggi attendersi nella gestione del paziente con mCRC in seguito a trattamento con trifluridina/tipiracil: l’esperienza clinica italiana a confronto

Testata Real Life Experiences in Onco-Hematology Referenza Real Life Experience In Onco-Hematology N° fascicolo Anno 5, N 3, 2022 DOI /

Quali vantaggi attendersi nella gestione del paziente con mCRC in seguito a trattamento con trifluridina/tipiracil: l’esperienza clinica italiana a confronto
Secondo i dati AIRTUM recentemente pubblicati, nel 2020 sono state stimate 43.700 nuove diagnosi di carcinomi del colon-retto (uomini =23.400; donne = 20.300), il numero di casi operati si è ridotto del 13.58% rispetto all’anno precedente, si sono ridotti anche i tumori in situ, mentre sono aumentati significativamente i tumori con perforazione del peritoneo. Trifluridina/tipiracil è un agente antineoplastico, antimetabolita, costituito da trifluridina, un analogo del nucleoside a base di timidina, che esercita l’attività citotossica grazie al duplice meccanismo d’azione ssociato all’inibizione della timidilato sintasi e all’incorporazione dei suoi metaboliti nel DNA, e tipiracil, che inibendo l’attività della timidina fosforilasi, impedisce la degradazione di primo passaggio della trifluridina e ne aumenta di circa 22 volte il picco di concentrazione plasmatica. Trifluridina/tipiracil è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma metastatico colorettale (CRC), già precedentemente trattati o non considerati candidati per il trattamento con altre terapie disponibili, tra cui chemioterapia a base di fluoropirimidine, oxaliplatino e irinotecan, farmaci anti-VEGF ed anti-EGFR, sulla base dei risultati dei due studi clinici di fase III, TERRA e RECOURSE. Si propone una serie di casi clinici nei quali trifluridina/tipiracil ha confermato l’efficacia in pratica clinica e il profilo di tossicità maneggevole. per informazioni sul testo completo:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

REVIEW: APPROCCIO NUTRIZIONALE E MODULAZIONE DEL MICROBIOTA INTESTINALE NELL'ENCEFALOPATIA EPATICA IN PAZIENTI CON CIRROSI

Testata Quick Review Referenza Quick Review Anno 10, n. 2, 2020 N° fascicolo Anno 10, n. 2, 2020 DOI /

SCELTA DEL BETABLOCCANTE NEI PAZIENTI CON SCOMPENSO CARDIACO IN BASE ALLA LOCALIZZAZIONE E ALLA FUNZIONE DEI RECETTORI BETAADRENERGICI NEL SISTEMA CARDIOPOLMONARE

Testata Quick Review Referenza Quick Review Anno 12, n.1, 2022 N° fascicolo Anno 12, n.1, 2022 DOI /

SCELTA DEL BETABLOCCANTE NEI PAZIENTI CON SCOMPENSO CARDIACO IN BASE ALLA LOCALIZZAZIONE E ALLA FUNZIONE DEI RECETTORI BETAADRENERGICI NEL SISTEMA CARDIOPOLMONARE
Numerosi studi clinici di ampie dimensioni hanno dimostrato un effetto favorevole del trattamento con beta-bloccanti nei pazienti con scompenso cardiaco (heart failure, HF), in termini di mortalità complessiva, mortalità cardiovascolare e ospedalizzazioni. L’utilizzo dei beta-bloccanti è pertanto fortemente raccomandato dalle attuali linee guida internazionali, e rimane un elemento cardine nel trattamento farmacologico dell’HF. Sebbene diversi tipi di beta-bloccanti siano attualmente raccomandati per il trattamento dell’HF, non ci sono criteri per selezionare il miglior beta-bloccante in base alle caratteristiche del paziente, così come in base alla localizzazione e alla funzione dei recettori beta-adrenergici a livello del sistema cardiopolmonare. A questo riguardo, evidenze crescenti indicano notevoli differenze tra i diversi tipi di beta-bloccanti (bloccanti beta1-selettivi vs bloccanti beta1 e beta2-specifi ci), in termini di diffusione alveolocapillare e risposta dei chemocettori, fattori in grado di infl uenzare la qualità di vita e la prognosi dei pazienti con HF. Questa review suggerisce un nuovo algoritmo per scegliere tra gli agenti beta-bloccanti attualmente disponibili, sulla base della conoscenza della fi siopatologia cardiopolmonare. In particolare, partendo dalla fi siologia polmonare e da alcuni modelli sperimentali, si concentra sui meccanismi che stanno alla base della meccanica polmonare, dei chemocettori, e della compromissione dell’unità alveolo-capillare nello scompenso, per meglio comprendere il ruolo specifi co dei diversi tipi di recettori adrenergici e chiarire i possibili effetti dei differenti beta-bloccanti.

SCLEROSI MULTIPLA: opportunità nello switch terapeutico da iniettivo

Testata Expert Series Referenza Expert Series Anno 10 n. 7 S4, 2020 N° fascicolo Anno 10 n. 7 S4, 2020 DOI /

Sicurezza ed efficacia di Omnitrope®, ormone della crescita umano ricombinante biosimilare: oltre 10 anni di esperienza dallo studio PATRO Children

Testata Quick Review Referenza Quick Review Anno 11, n.2 , 2021 N° fascicolo Anno 11, n.2 , 2021 DOI /

Terapia con GH nei bambini nati piccoli per età gestazionale (SGA)

Testata Clinical Point Referenza Clinical point Anno 8, N. 3, 2021 N° fascicolo Anno 8, N. 3, 2021 DOI /

Terapia fotodinamica nel trattamento di lesioni cutanee e ulcere: principi di base e prospettive di applicazione

Testata Clinical Point Referenza CLPOINT.2022.02 N° fascicolo 3/2022 DOI 10.57575/CLPOINT.2022.02

Dati di letteratura hanno indicato nella PDT un approccio efficace nell’accelerazione del processo di guarigione di ferite croniche infette e, in senso più generale, nel trattamento di infezioni localizzate.1-7 La PDT rappresenta un metodo terapeutico adatto nel trattamento di infezioni localizzate, comprese quelle che presentano un incremento nella resistenza agli antibiotici e agli antimicotici da parte di patogeni batterici e/o fungini, senza peraltro indurre resistenze.8 La PDT presenta un vasto campo di applicazione topica che copre, ad esempio, il trattamento di ulcere cutanee di varia natura, da quelle del piede diabetico a quelle venose causate da insufficienze circolatorie, così come le infezioni da candida o la terapia delle malattie parodontali. La PDT utilizza tre componenti chiave: • il fotosensibilizzante; • la luce visibile; • l’ossigeno normalmente presente nei tessuti.

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TITLE With a subtitle line doubled 2021 Anno 4, N. 1 Esperienze nella pratica clinica con il trattamento in terza linea con pixantrone in pazienti anziani affetti da Linfomi Non Hodgkin diffusi a grandi cellule B (DLBCL)

Testata Real Life Experiences in Onco-Hematology Referenza Real Life Experiences in Onco-Hematology - Anno 4, N° fascicolo Anno 4, N. 1 - 2021 DOI /

TITLE With a subtitle line doubled 2021 Anno 4, N. 1 Esperienze nella pratica clinica con il trattamento in terza linea con pixantrone in pazienti anziani affetti da Linfomi Non Hodgkin diffusi a grandi cellule B (DLBCL)
Esperienze nella pratica clinica con il trattamento in terza linea con pixantrone in pazienti anziani affetti da Linfomi Non Hodgkin diffusi a grandi cellule B (DLBCL) A cura del Dottor Vincenzo Pavone U.O. Ematologia – Trapianti, Azienda ospedaliera Pia Fondazione “card. G. Panico”, Tricase (LE) L’analisi riguarda la valutazione di cinque casi clinici relativi a pazienti affetti da Linfomi non Hodgkin aggressivi, prevalentemente Linfomi diffusi a grandi Cellule B, con malattia avanzata e con fattori prognostici altamente sfavorevoli. I fattori prognostici dei pazienti in oggetto che deponevano per una potenziale risposta negativa alla terapia instaurata erano: un IPI elevato, in alcuni casi con score 4/5, una malattia extra-nodale anche con interessamento di più sedi, e in tutti i casi un’età very elderly, la presenza di comorbidità, lo stato di “unfit” o di “frailty”. Il fattore prognostico più sfavorevole era indubbiamente rappresentato dallo stato di Linfoma Recidivato o Refrattario, e in alcuni casi “primary-refractory” e con almeno due linee di terapia effettuate in precedenza. Una popolazione, pertanto, nella quale difficilmente ci si sarebbe potuto aspettare una potenziale risposta clinica con, per contro, un’importante tossicità ematologica e d’organo. La terapia con pixantrone è stata altamente efficace in termini di possibilità di raggiungere una risposta utile per ottenere un importante controllo della malattia con una buona qualità della vita [1]. In termini di efficacia tutti i cinque pazienti hanno ottenuto una Remissione Completa di malattia valutata con TC e PET-TC. Tale dato è estremamente da rimarcare perché si è verificato in malattie a prognosi altamente sfavorevole e refrattarie a più linee di trattamenti precedenti. Oltretutto, tali risposte si sono manifestate in quattro pazienti non candidati al trapianto per età o per comorbidità. La percentuale di risposta così elevata in tale subset di pazienti con Linfoma ad alto grado di malignità, si spiega, oltre che per la peculiarità chimica del farmaco, anche per la scarsa tossicità ematologica che ha permesso sia una corretta dose intensity, sia l’effettuazione di tutti i cicli previsti del trattamento [1,2]. Da rimarcare è la scarsa tossicità cardiaca in pazienti già sottoposti a terapia con antracicline, e in un caso anche con una ben documentata patologia cardiaca, senza nessuna variazione della frazione d’eiezione ventricolare (FEV) [3]. La risposta al trattamento con pixantrone, nei casi in esame, ha inoltre ottimizzato la qualità della vita vista la possibilità di riduzione della patologia linfomatosa senza tossicità infettiva e/o extra-ematologica. Il pixantrone, alla luce di questi dati, può essere con successo utilizzato per ottenere una risposta utile per praticare un bridge al trapianto autologo o in attesa di avviare i pazienti candidabili a terapie cellulari come le CAR-T, come indicato da uno dei nostri casi della real life [4]. Pertanto, il pixantrone offre la possibilità di ottenere in terza linea risposte utili nel controllo di una patologia così sfavorevole ed entra di diritto nell’albero decisionale della strategia terapeutica in una fase di malattia in cui, al momento, ci sono poche opzioni terapeutiche per pazienti con malattia avanzata, soprattutto se anziani e unfit [2].

TITLE With a subtitle line doubled 2021 Anno 4, N. 4 Bridge therapy alle cellule CAR-T nel linfoma non Hodgkin refrattario o recidivante: esperienze italiane con pixantrone

Testata Real Life Experiences in Onco-Hematology Referenza Real Life Experiences in Onco-Hematology - Anno 4, N° fascicolo Anno 4, N. 4 - 2021 DOI \

TITLE With a subtitle line doubled 2021 Anno 4, N. 4 Bridge therapy alle cellule CAR-T nel linfoma non Hodgkin refrattario o recidivante: esperienze italiane con pixantrone
Pier Luigi Zinzani Istituto di Ematologia “Seràgnoli” IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Pixantrone è da considerarsi un aza-antracenedione con proprietà strutturali e fisico-chimiche uniche. Infatti, è un aza-antracenedione citotossico che però, a differenza delle antracicline (doxorubicina) e degli antracenedioni (mitoxantrone) autorizzati, è soltanto un debole inibitore della topoisomerasi II. Diversamente da altri composti correlati, pixantrone forma addotti stabili con il DNA e nei modelli preclinici presenta un’attività anti-linfoma superiore rispetto ai composti correlati. La struttura è stata formulata in modo che non possa legare il ferro e perpetuare la produzione di radicali ossigeno o formare un metabolita idrossile di lunga durata, molecole che sono entrambe alla base dei meccanismi putativi della cardiotossicità acuta e cronica indotta dalle antracicline [1-4]. Queste nuove e peculiari proprietà farmacologiche permettono a pixantrone di essere somministrato ai pazienti con tempi di esposizione alle antracicline prossimi al massimo, senza tassi inaccettabili di cardiotossicità e, dato che non è un vescicante, è possibile somministrarlo in maniera sicura tramite catetere periferico intravenoso [4]. Questo farmaco ha ottenuto già da alcuni anni l’indicazione ufficiale da EMA per poter essere utilizzato nei linfomi non Hodgkin diffusi a grandi cellule ricaduti/refrattari dalla terza linea di trattamento [5]. Lo studio registrativo ha mostrato che, in termini di efficacia, la percentuale di remissione completa è pari al 20% con una risposta globale attorno al 40% in pazienti che avevano eseguito almeno due pregresse linee di terapia sistemica [6-8]. Nell’ambito della real life sono state pubblicate successivamente alcune casistiche retrospettive correlate ad esperienze con pixantrone in alcune Nazioni europee [9-11] e tutte queste segnalazioni hanno confermato che l’efficacia, anche nella quotidianità, è in linea con quella osservata nell’ambito dello studio registrativo. Un ulteriore aspetto strettamente correlato a pixantrone è rappresentato dalla segnalazione in alcuni casi clinici riportati in letteratura [12,13] della sua potenzialità in monoterapia quando viene utilizzato come bridge therapy al trapianto autologo [12] o come farmaco in grado di poter ottenere una remissione completa duratura in un paziente pluritrattato che in ultima analisi aveva avuto una ricaduta post trapianto allogenico [13]. Prendendo spunto da queste esperienze aneddotiche in situazioni particolari, e tenendo conto di alcune caratteristiche di questo farmaco [4] (bassa percentuale di tossicità extraematologica, rapida risposta quando la si osserva e una scheda di somministrazione per ciclo molto compatta – giorno 1, 8 e 15 ogni 28 giorni [6]), in questo volume abbiamo raccolto una serie di casi clinici in cui viene utilizzato pixantrone come bridge therapy alle CAR-T, nuovo approccio terapeutico innovativo nei pazienti ricaduti/refrattari con linfoma non Hodgkin diffuso a grandi cellule.

Trattamento chemioterapico di prima linea del carcinoma mammario metastatico HER2-negativo

Testata Clinical Point Referenza Clinical point Anno 8, N. 4, 2021 N° fascicolo Anno 8, N. 4, 2021 DOI /

Trattamento con sertralina della depressione maggiore in pazienti con infarto miocardico acuto o angina instabile (STUDIO SADHART).

Testata Quick Review Referenza Clinical Point Anno 7, N. 17, 2020 N° fascicolo Anno 7, N. 17, 2020 DOI /

Trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie nei pazienti con carcinoma prostatico: il ruolo di triptorelina

Testata Clinical Point Referenza CLPOINT.2022.01 N° fascicolo 9_2_2022 DOI 10.57575/CLPOINT.2022.01

Trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie nei pazienti con carcinoma prostatico: il ruolo di triptorelina

Trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie nei pazienti con carcinoma prostatico: il ruolo di triptorelina

Testata Clinical Point Referenza Clinical point Anno 9, N. 2, 2022 N° fascicolo Anno 9, N. 2, 2022 DOI 10.57575/CLPOINT.2022.01

Utilizzo precoce degli agonisti del recettore della trombopoietina (TPO-RA) nella Piastrinopenia Immune Primitiva (ITP): consensus meeting

Testata Expert Series Referenza Expert Series Anno 11 n. 2, 2021 N° fascicolo Anno 11 n. 2, 2021 DOI /

VALUTAZIONE DEGLI ESITI CLINICI E DI SICUREZZA IN SEGUITO AL CAMBIO NON CONTROLLATO DELLA FORMULAZIONE DI TACROLIMUS IN PAZIENTI ADULTI TRAPIANTATI

Testata Quick Review Referenza Quick Review Anno 10 N. 8 2022 N° fascicolo Anno 10 N. 8 2022 DOI /

Zoledronato prospettive future dalle esperienze passate

Testata Content Symposium Series Referenza Content Symposium Series Anno 10 n. 2, 2020 N° fascicolo Anno 10 n. 2, 2020 DOI /

Zolpidem sublinguale nella fase iniziale del sonno rispetto a zolpidem orale: studio polisonnografico in pazienti con insonnia primaria

Testata Quick Review Referenza QRIN.2022.1 N° fascicolo 2/2022 DOI 10.57575/QRIN.2022.1

L’insonnia è uno dei problemi di salute più pervasivi, con una prevalenza compresa tra il 20 e il 50% nella popolazione occidentale. Le cause dell’insonnia sono molteplici e le sue caratteristiche, durata e tipologia, estremamente variabili. In generale, circa il 60% dei pazienti lamenta difficoltà nell’addormentarsi e il 40% lamenta invece problemi nel mantenere il sonno. La farmacoterapia è il trattamento più usato nella gestione dell’insonnia e gli ipnotici con azione sul complesso dei recettori GABA sono ad oggi i farmaci più sicuri ed efficaci utilizzati nella pratica clinica Uno studio multicentrico è stato condotto al fine di confrontare gli effetti ipnotici, valutati ediante polisonnografia (PSG), di una singola dose di zolpidem 10 mg a somministrazione sublinguale con lo stesso dosaggio di zolpidem compresse orali, in pazienti rispondenti ai criteri per l’insonnia primaria secondo il DSM-IV Zolpidem sublinguale è risultato superiore a zolpidem orale nell’indurre il sonno e può quindi portare maggiori benefici in quei pazienti la cui insonnia è caratterizzata da una difficoltà nell’addormentamento.

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